La bellezza non è solo una questione estetica, ma un elemento profondamente connesso al benessere e all’autenticità della persona. Come diventare guida consapevole e responsabile nel proporre soluzioni tecnologiche efficaci e sicure?

Il concetto di bellezza ha subito nel corso della storia dell’uomo innumerevoli modifiche ed altrettante declinazioni, ma potremmo riassumerlo sotto al comune denominatore di una celebre frase dell’antichità: “ciò che è bello, è buono” perché, quando i nostri occhi vedono qualcosa che percepiscono come bello, ne consegue una sensazione di piacevolezza e appunto di buono che ci piace e ci fa stare bene. Tuttavia, la tecnologia moderna ha rivoluzionato molti aspetti della nostra vita quotidiana, incluso il settore della bellezza e se da un lato ha semplificato il lavoro in cabina, dall’altro l’estetista di oggi è più che mai nel mirino di innumerevoli proposte che spaziano dall’ultimo ritrovato cosmetico alla tecnologia che promette i risultati migliori di sempre. Da qui l’idea che anche la professione dell’estetista moderna dovrebbe avvalersi di una sorta di foglietto illustrativo come quello contenuto nelle confezioni dei farmaci, affinché possa acquisire tutte le informazioni necessarie per fare le scelte giuste, alle giuste dosi, applicando nella sua attività quotidiana delle regole imprescindibili, quali il senso di responsabilità verso la collettività cui si rivolge e una buona dose di sensibilità, quella etica che funziona e che dà risultati. Ma come dovrebbe essere strutturato il foglietto illustrativo dell’estetista moderna? I creatori di nuove tecnologie estetiche, come produttori, distributori ma anche formatori e divulgatori di innovazione, hanno in questo contesto un ruolo e una responsabilità etica determinanti.

È loro il compito di trasferire all’estetista tutte le informazioni e le conoscenze indispensabili perché possa acquisire non solo una piena padronanza sull’utilizzo di un dispositivo, ma anche la consapevolezza di essere perfettamente in grado di comunicarne a sua volta il valore alla propria clientela, per una customer experience di alto livello e fortemente empatica. Una comunicazione chiara, informativa e orientata alle esigenze del cliente è dunque il primo passo per introdurre l’uso di una tecnologia nell’istituto di bellezza. Vediamo insieme qualche suggerimento su come strutturare questa comunicazione, affinché si realizzi con la piena soddisfazione di tutte le parti coinvolte. Da una prima importante spiegazione della tecnologia e dei suoi elementi di innovazione, aspetto questo più tecnico e formativo, si passa al trasferimento degli obiettivi sugli inestetismi che si possono trattare mediante l’utilizzo di un determinato dispositivo. Anche aprire brevi sessioni di brain-storming sulla personalizzazione dei trattamenti, sulla combinazione con altre tecnologie e la possibilità di costruire un percorso tailor-made, diventa strumento essenziale nel processo di comunicazione del valore di una tecnologia utilizzata in cabina. Per l’estetista tutto questo si tradurrà anche in valore commerciale, laddove con le conoscenze e la consapevolezza acquisita sarà in grado di elaborare proposte di pacchetti mirati e coerenti con le aspettative del cliente.

Le tecnologie devono quindi essere sempre più integrate in un approccio personalizzato, mentre la relazione tra estetista e cliente deve essere aperta e al contempo educativa.

Nella costruzione di una comunicazione efficace con il cliente, l’ascolto attivo gioca un ruolo cruciale: l’estetista deve essere pronta a rispondere alle domande, ai dubbi e alle possibili obiezioni dei clienti riguardo all’uso della tecnologia proposta, affinché si arrivi ad una scelta consapevole. Creare un ambiente in cui i clienti si sentano liberi di esprimere le proprie perplessità o preoccupazioni aiuta a costruire una relazione di fiducia. Quella stessa fiducia che parte ancora prima di arrivare al cliente in cabina, perché deve passare da chi le tecnologie le crea e vende all’operatore che le utilizza, attraverso una comunicazione che non inizi e termini solo nello spazio-tempo di una vendita, ma che al contrario possa dilatarsi con un dialogo attivo e costante, fatto essenzialmente di opportunità di formazione, aggiornamenti o eventi informativi anche attraverso l’ausilio dei social con video o webinar da seguire. L’estetista da parte sua, affinché sussistano i presupposti di reciprocità e vantaggi per tutte le parti coinvolte, si rende disponibile ad aggiornamenti e a moduli formativi sempre più innovativi.

La comunicazione efficace è quindi un meccanismo complesso e semplice al contempo, ma si sa che le cose belle e buone richiedono impegno e costanza.

L’importante è avere chiaro che educare, informare e ascoltare sono strategie chiave di ogni soggetto coinvolto nel processo di comunicazione: fornitore-estetista-cliente. Conoscere e sfruttare tutte le potenzialità di una tecnologia arricchisce l’esperienza del cliente, le competenze dell’estetista e stimola chi fa ricerca e innovazione a creare sempre nuove soluzioni per un ben-essere diffuso e alla portata di tutti.

La tecnologia ha trasformato il lavoro dell’estetista, rendendo fondamentale una comunicazione chiara, etica e consapevole. Produttori e formatori hanno la responsabilità di trasferire competenze complete, mentre l’estetista deve saper ascoltare, informare e personalizzare i trattamenti. Solo attraverso formazione continua, dialogo e trasparenza si costruisce fiducia e si valorizza davvero l’innovazione in cabina.

Articolo a cura di Barbara Oliva, pubblicato su Mabella, Marzo 2025.